DAYSHIFT

Day è un uomo comune, un everyman che, come nei drammi a stazioni medievali, fa un percorso a tappe che lo cambia profondamente.
Esce di casa al mattino per andare al primo giorno di un nuovo lavoro e si presentano a lui personaggi più o meno disperati e assurdi che lo guidano nella scoperta di questo Medioevo moderno e di un’azienda piena di cunicoli, di piani, di livelli, di apparizioni oniriche e spavento che ha i suoi precedenti in “1984” e “Brazil” di Terry Gilliam.
Il tempo della giornata di Day è il tempo di una vita e infatti, nel momento del ritorno a casa, troviamo Day invecchiato. “Dayshift” che tradotto è “Turno di giorno” mette in evidenza, in modo progressivamente più allucinato, la questione dell’identificazione dell’individuo col proprio lavoro, la divinizzazione del lavoro e l’attribuzione di un significato alla propria vita attraverso il lavoro.
Lo fa con uno stile visionario e carico di umorismo nero, di sottile ironia che, attraverso il sorriso e il riso, si conquista un accesso diretto alle nostre coscienze permettendoci di riflettere sul nostro modo di vivere.

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NOTE DI REGIA

Dayshift è un testo di nuova drammaturgia scritto dall’autore irlandese Darren Donohue.
Lo spettacolo è stato presentato all’interno di Tramedautore al Piccolo Teatro di Milano, in una selezione dedicata a testi presentati anche al festival spagnolo PIIGS, nome acronimo dei pesi maggiormente colpiti dalla crisi economica(Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna).

Nella messa in scena di Compagnia Lumen, unica in Italia, abbiamo deciso, attraverso una precisa scelta del cast di tradurre il testo e “tradirlo” mostrando quanto sia declinabile al sistema Italia, dominato da burocrazia e disseminato di assurdità.
Quella in cui si trova immersa Day è una realtà in cui l’economia reale procede in maniera completamente scollegata dal mondo della finanza e la produzione sembra svuotata di senso dal suo interno.
L’atto del lavoro ripete sé stesso e le gerarchie rimangono intatte ma non più collegate a una funzionalità. Il testo fotografa la situazione Europea degli ultimi dieci anni trasfigurandola attraverso elementi onirici e ironici.
Il sistema Europa denuncia gravi squilibri rispetto ai quali non sono evidenti le soluzioni, come nell’azienda di Day.

La scelta musicale è significativa in questo senso: abbiamo scelto musiche del gruppo tedesco Kraftwerk reinterpretate in acustico dai romeni Balanescu Quartet. Sia in senso positivo che in senso negativo l’Europa è infatti un bacino in cui le idee trasmigrano come le musiche da un paese all’altro e hanno bisogno di essere reinterpretate e per così dire digerite da culture eterogee . Questo processo di contaminazioni può generare bellezza ma anche mostri.
La storia di Day vuole essere un monito e dare spunti per la partenza di una riflessione sul modo in cui viviamo il nostro quotidiano.

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CREDITS

TESTO
Darren Donohue
TRADUZIONE
Roberta Verde

REGIA
Elisabetta Carosio
ATTORI
Carolina Cametti, Sara Dho, Giacomo Ferraù, Simone Formicola, Gabriele Genovese
PRODUZIONE
Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro.

Con il sostegno di Outis Centro di nuova drammaturgia e Linguaggicreativi