Io sono Chef Oronzo - Estratto Teatro in Fiera per Icim S.P.A.

“Questo signore e signori non è uno sho chucchi, non è un contesti di cucina, niente di tutto ciò , qui stiamo a cucinare veramente… che con me si mangia…

Io sono Chef Oronzo. Nonna si chiamava Cuncetta, cetta, Cettina, Cettina era figlia a Carmelina , Carmen per i suoi amanti , Lina per gli amici, la mamma sua era Francona e il papà suo era Oronzo, Oronzo Primo, il capostipite, la pietra miliare, l’architrave proprio di tutte queste generazioni di cuochi a cui io modestamente mi rifaccio io sono il prolungamento , il consommé, la ciliegina sulla torta insomma.

Oggi cucino un dolce, un dolce tipico pugliese, il pasticciotto.

Ci vanno 500 gr di farina, 250 di strutto , 250 di zucchero, uova ammoniaca scorza di limone quanto basta a piacere e poi ci va la crema…1 lt di latte in proporzione con 5 tuorli diviso due meno due cucchiai.

Quella la pasta frolla è un’arte sa ..ognuno c’ha il suo segreto…in cucina nessuno sta senza segreti…e io ch’io i miei segreti e pure quelli di 5 generazioni….(apre una valigetta, musica dei vangelis)

Invecchiati con saggezza , depositari di un sapere che non si può misurare , ogni generazione aggiunge uno strumento , lo vive, lo sperimenta, lo stressa fino a carpirne l’essenza , la potenza…

Primo tra tutti…

La cucchiara di nonna Cettina, purissimo manufatto in lega di zinco con dorature sul manico che porta le sue iniziali Cettina Gravagno

La teglia di ceramica smaltata giunta intatta fino dal trisavolo Oronzo , che i disegni si vedono ancora poco ma si vedono..

Il matterello di Francona, quello coi bordi rossi che usava pure per rincorrere i figli suoi in cortile che quello magico è, come la stende lui la pasta niente…e i figli pure..

La padella antiaderente di mamama, originale anni 60 , quando l’ha acquistata lei non ce l’aveva nessuno…nera era in principio….adesso un po’ meno ma le cose, diaciamecolo se s’attacca so’ pure più buone… ci sta una ricetta delle patate mpacchiuse che..ma mo perdo il filo

Lina, lina niente ha lasciato che sbadata era, si perdeva le cose.

E la cosa più importante ….il mio contributo al lavoro di 5 generazioni…indispensabile, il progresso, la rivoluzione nel modo di lavorar… i contenitori di plastica…che io ci tengo tutti gli ingredienti in un capolavoro di incastri che manco il mosaico della basilica, che in cucina ci vuole ordine, questi…dal 1985 li uso…vissuti”